1. Facebook e Instagram: i precursori del Social Commerce

L’irrefrenabile corsa degli acquisti online durante il periodo di pandemia ha portato ad incrementare una delle tendenze maggiormente in voga: il “social commerce”.
Piattaforme come Facebook ed Instagram hanno dato il via a questo trend, consentendo ai rivenditori di creare gratuitamente la propria vetrina per incrementare la vendita dei propri prodotti in maniera estremamente immediata.

Lo stretto binomio tra il sempre maggiore utilizzo dei social network e l’altrettanto frequente trend degli acquisti online giustifica,quindi,la corsa nello sperimentare il Social Commerce.
Facebook ed Instagram Shops, per esempio, danno la possibilità alle persone di vendere proponendo la propria vetrina in maniera personalizzata e coerente con l’immagine del brand che si vuole veicolare.
L’utente si ritrova così a poter salvare o acquistare direttamente da Instagram e da Facebook (sia nelle storie che nel feed) i prodotti più interessanti, anche con l’opportunità di chiedere informazioni più specifiche relative al prodotto tramite Instagram Direct, Whatsapp e Messenger.

2. Snapchat sperimenta la realtà aumentata

Ad adottare questa tendenza, oltre ai due colossi, si è aggiunto anche Snapchat. Il social network americano, però, si è servito della realtà aumentata per permettere agli utenti di provare direttamente dal proprio cellulare un vestito, piuttosto che un paio di scarpe o un paio di jeans.
In questo modo anche il limite più grande derivante dall’effettuare acquisti online è stato intelligentemente rimosso, permettendo agli utenti di vedere come gli indumenti acquistati online
potrebbero stare una volta indossati.
Tutto ciò è stato possibile grazie alla recente introduzione della feature “Scan”, la quale permette di inquadrare una propria parte del corpo per fare immediatamente accadere la magia.
Tra i primi brand ad avere sperimentato l’opportunità di offrire una nuova esperienza di shopping online su Snapchat ci sono colossi della moda come Louis Vuitton che, attraverso il suo logo, permette di trasportartisi in un’installazione virtuale, oppure Dior che ha permesso agli utenti di provare direttamente occhiali da sole e cappelli appartenenti alla sua linea maschile.
A sperimentare la nuova feature, poi, si è aggiunto anche Gucci che ha permesso di provare direttamente due suoi modelli di scarpe in maniera istantanea: basta selezionare il modello di scarpe, puntare la camera dello smartphone verso i piedi, et voilà, la prova è fatta. Tutto ciò che resta da fare, se l’effetto piace, è acquistare utilizzando il pulsante “shop now”.
L’introduzione dei social commerce ha sicuramente portato ad un miglioramento della user experience trasportando il consumatore in un’esperienza totalmente immersiva ed immediata che, attraverso un semplice tap, permette di accedere alle informazioni sui prezzi e sui prodotti direttamente dal feed di Instagram.

3. Anche Twitter scommette sul Social Commerce

L’ultimo a scommettere sul social commerce è stato Twitter: la notizia è arrivata a seguito di una dichiarazione di Ned Segal, capo finanziario del social media americano, durante una conferenza organizzata da Jp Morgan.
È emerso, infatti, che moltissimi utenti si affidano a Twitter per informarsi sui prodotti prima di procedere all’acquisto.
La prima sperimentazione è avvenuta a marzo 2020 quando già alcune tipologie di tweet includevano il pulsante “shop” che rimandava direttamente ad un determinato prodotto su Shopify. La novità, che ora è prevista come “organica”, potrebbe essere attivata insieme ad un’altra serie di innovazioni destinate a coinvolgere maggiormente i creator su Twitter.
Il social network americano non nasconde, però, che potrebbe introdurre alcuni piani a pagamento per consentire agli utenti di avere a disposizione alcuni servizi esclusivi.

Concludendo, quindi, l’esperienza del social commerce diventa estremamente utile e dinamica per gli utenti e garantisce la possibilità di tenere traccia dei risultati ottenuti, seguendo il percorso del cliente e misurando lo sviluppo della propria brand reputation.