“La strategia di Inbound Marketing equivale alla parte sommersa di un icerberg: sebbene abbia una grande rilevanza, capita che essendo nascosta, venga ignorata, limitandosi perciò a considerare solo ciò che è visibile a tutti.”

Circa 7 giorni fa, parlando delle principali sfide che un’azienda si trova ad affrontare ogni giorno, abbiamo introdotto il concetto e l’obiettivo dell’Inbound Marketing come soluzione ottimale. Abbiamo anche anticipato che l’obiettivo lo si raggiunge:

Creando, in modo regolare e costante, contenuti di valore da distribuire sui vari canali e strumenti di comunicazione, in cui l’azienda decide di essere presente, secondo una definita strategia.

Se ricordi ti avevamo promesso che saremmo andati nel concreto, spiegando più in dettaglio come procedere. Ogni promessa va mantenuta. Scopriamo cosa nasconde questa frase …  😉

 


PS: Oggi ben il 90% dell’attenzione degli utenti sul web,
passa attraverso i canali di inbound marketing. Lo sapevi ?


 

1 – “…contenuti di valore…”

I contenuti, che creiamo per la nostra audience (desunta da una strategia che NON deve mancare), devono essere interessanti, utili, ossia capaci di soddisfare un preciso bisogno (curiosità, interesse, problema, informazione).
Questo significa che il contenuto NON deve essere ego riferito, NON deve sempre e solo elencare le caratteristiche del nostro prodotto, quanto è figo, quanto è bello.

Deve parlarne indirettamente, attraverso i vantaggi e benefici che il potenziale cliente ne può ricavare dal suo uso. Devo cercare di fargli visualizzare questi benefici.
Questo perchè, deve essere chiaro, ognuno di noi NON acquista un prodotto (o servizio) fine a se stesso, ma acquista il risultato che può ottenere con quel prodotto e solo dopo averlo usato può dire se la sua aspettativa è stata soddisfatta.


Noi non acquistiamo un trapano, acquistiamo un buco nel muro, questo è il risultato finale e noi dobbiamo descriverlo al meglio.


QUALI CONTENUTI ? DIPENDE !
Dipende dal tipo di prodotto e da cosa cercano. Nel caso di un paio di scarpe da running, oppure una televisione 4HD, si leggono le caratteristiche certo, ma si tratta di un acquisto in cui la componente emozionale è molto forte, per cui i nostri post possono raccontare le emozioni che si vivono utilizzando quel prodotto.
Faccio in modo di calare i miei prodotti nel loro mondo !

Nel caso invece di prodotti BtoB o complessi o Servizi, con inbound marketing, ho la necessità di educare il mio utente e fargli capire i vantaggi (risparmi, ottimizzazioni, sinergie, convenienza ….) che ne può trarre, per cui mi serviranno altri tipi e formati di contenuti.

2 – “…da distribuire sui vari canali e strumenti di comunicazione…”

I contenuti possono essere di vario genere e formato: testo, immagini, infografiche, video, podcast vocali, pdf, guide,…. La loro distribuzione dipende dagli strumenti di comunicazione scelti dall’azienda e dal rispetto delle loro regole e guide lines (il sito ha caratteristiche diverse da un post su Facebook oppure un video su youtube,…).

Ciò significa che un contenuto, secondo inbound marketing, può sicuramente essere condiviso su più canali di comunicazione, ma deve essere adattato e declinato per quello specifico canale. E’ anche per questo motivo che servono tempo e risorse.

3 – ” …in modo regolare e costante…”

E qui arriviamo a ciò che spesso fa la differenza ! Questa attività NON va fatta nei ritagli di tempo e in assenza delle dovute competenze e conoscenze. Comunicare in questo modo frettoloso, superficiale ed occasionale, tanto per scrivere qualcosa (visto che abbiamo la pagina facebook oppure account instagram), non è solo una perdita di tempo.

Agire in questo modo non solo NON porta alcun risparmio nel web marketing aziendale, ma significa NON ottenere ciò che si vorrebbe e peggio ancora, danneggiare la reputazione del brand.


Godere dell’attenzione, della collaborazione e di una certa visibilità sul mercato, costa in termini di tempo e risorse. Creare dei rapporti e dialogare con la propria audience, richiede tempo, non è un’attività che si può gestire quando capita.  Proviamo a chiederci quanto costa, in termini di immagine e profitti, NON agire in modo organizzato, grazie al supporto di risorse interne (purchè davvero competenti) o collaborazioni esterne.


4 – “…secondo una definita strategia…”

Per definire una strategia di inbound marketing è necessario conoscere bene non solo la propria azienda ed i propri prodotti, ma anche altri elementi che ci aiutano capire in quale direzione muoversi, cosa dire, come dirlo… Capita invece che, “per risparmiare tempo”, si adottino subito possibili soluzioni, ragionando a “sensazione”, senza davvero sapere se è la scelta migliore.

Quali elementi dobbiamo conoscere ? Chi è il nostro cliente, cosa cerca, quali sono i suoi bisogni, a cosa è interessato, come procede all’acquisto, quali canali frequenta per raccogliere le informazioni.
Prenditi del tempo e prova a rispondere a queste domande. Ti confesso che pochi conoscono il loro cliente.
Qual’è il profilo della nostra buyer persona, qual’è il suo processo d’acquisto, qual’è la concorrenza, quali sono i trend, quali sono i valori per i quali ci si vuole differenziare (differenziarsi vuol dire agevolare la scelta nei nostri confronti) ?

Come puoi quindi sapere: quali strumenti di comunicazione usare, oppure quale sito realizzare, cosa scrivere, a chi scrivere e dove, se non hai racconto queste informazioni ? Ovviamente non puoi ! 

Ora, prova a rileggere la frase in alto in arancione, integrandola con quanto hai appena letto e con il precedente post. Hai a tua disposizione la “chiave di volta” per cambiare marcia. Se a tal proposito volessi qualche chiarimento o un parere, noi ci siamo, contattaci !